CENTRO DOCUMENTAZIONE E SERVIZI
DELL'ASSOCIAZIONISMO CULTURALE MODENESE
di Michela Iorio e Mauro Bompani
Questa bozza di proposta è il tentativo di sintetizzare e "cogliere lo spirito" di diverse occasioni di riflessione delle ultime settimane: due riunioni dell'Esecutivo della Consulta Cultura, allargate a tutte le associazioni che desideravano partecipare, alcune proposte già formalizzate pervenute in quelle occasioni, incontri tra persone e tra associazioni, una certa conoscenza – maturata in anni di attività di volontariato culturale e nella Consulta – dei bisogni dell'associazionismo culturale modenese.
L'affermazione di principio e la "sostenibilità" delle proposte
È uscita da una delle riunioni una affermazione che ci sentiamo di proporre come un punto fermo di questa proposta: " non si tratta di inventare qualcosa di radicalmente nuovo, ma di offrire l'opportunità per migliorare ciò che già esiste" (tanto da farlo diventare qualcosa di nuovo, aggiungiamo noi!). In altre parole: non si propone una fuga in avanti, un gioco con i sogni irrealizzabili, ma la ideazione comune di una proposta che interpreti bisogni già esistenti, che sostenga e faccia crescere le realtà dinamiche già attive, fino a farne scaturire un insieme nuovo, di più alta qualità.
Crediamo anche che l'attenzione alla "sostenibilità" debba concentrarsi, da parte di chi produce attività culturali con impegno volontario, essenzialmente sulla "realizzabilità": ciò che si propone deve effettivamente essere utile e già oggi condiviso come necessario; "sostenibilità" non può invece essere intesa in senso economico: le proposte di strutture e attività culturali non sono economicamente autosufficienti, esattamente come non lo sono scuole e ospedali, ai quali si chiede infatti, anzitutto, di essere efficienti e utili ai diversi bisogni sociali.
Documentazione…
Secondo una ricerca biennale che l'Università, il Comune, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, la Consulta Cultura stanno conducendo (dati resi pubblici in un convegno del 1° dicembre 2006), risulta che una settantina di Associazioni culturali modenesi (su oltre 200 iscritte alla Consulta) hanno prodotto, nel 2005, 1400 eventi aperti al pubblico, di diversa entità e riscontro. Di essi non rimane quasi traccia nella memoria della città, benché sia stata spesso prodotta una grande quantità di materiale a supporto delle attività: registrazioni audio e video, raccolte fotografiche, pieghevoli, pubblicazioni. Infatti, per natura le Associazioni sono più portate a costruire il nuovo che a stabilizzare e fare sedimentare ciò che viene realizzato: cambiano le persone che si impegnano, il tempo è sempre poco e dunque dedicato alle urgenze "di domani", non ci sono risorse né luoghi fisici (e a volte nemmeno virtuali) dove raccogliere le idee e le esperienze sviluppate, poche sono dotate di servizi professionali di amministrazione e di segreteria. Così si rischia di disperdere patrimoni di attività e di rallentare o impedire la crescita e la qualificazione. Inoltre, in parecchi casi le iniziative stesse consistono nella produzione di materiali, che spesso vanno poi dispersi (per es. la videoarte, le installazioni). Dunque, in questi casi è come se l'attività non si fosse mai svolta!
Il riuso delle fonderie potrebbe essere l'occasione per dedicare attenzione, spazi e risorse pubbliche a realizzare un centro di documentazione delle attività svolte negli anni dalle Associazioni culturali.
Le prime ipotesi di articolazione della struttura sono le seguenti:
· 1 sala con postazioni informatiche per la visione del materiale in formato digitale, accessibili dietro prenotazione telefonica. All'interno della stessa sala sarà presente la postazione per le attività di front office.
· 1 sala per proiezioni ed incontri delle Associazioni o presentazione di seminari e attività connesse
· 1 magazzino/archivio in cui depositare fisicamente i materiali prodotti e messi a disposizione dalle Associazioni
Il Centro di Documentazione potrebbe annoverare tra le sue attività anche:
· la realizzazione di mostre, seminari, convegni o rassegne video a tema
· laboratori di specializzazione sulle tecniche di comunicazione (montaggio video, grafica, composizione testi) rivolti agli Associati
…e servizi
già dall'ipotesi minimale descritta, si deduce che la proposta non è quella di costruire un archivio, ma un luogo di sviluppo della competenza professionale, della qualità, dell'integrazione delle iniziative.
La presenza di un punto comune sollecita infatti a pensare alla realizzazione (tra le altre possibili iniziative) di:
sale per riunioni delle Associazioni (diciamo con capienze da un minimo di 10 a un massimo di 100 posti)
sale prove per attività musicali-teatrali
postazioni o "sedi" di associazioni che ne sono prive (bastano un tavolo, una connessione di rete, un armadio, oltre agli spazi comuni per riunioni e archivi)
possibili sinergie produttive, promozionali, documentali tra le Associazioni (perché non ci potrebbe essere un servizio comune per raccogliere la documentazione o per tenere i contatti con i cittadini interessati alle diverse attività?)
organizzazione di attività formative indirizzate specificamente all'associazionismo (dalle modalità per accedere ai contributi, alle tecniche di comunicazione, alla gestione di un budget, al fund raising, a…)
Le altre proposte della "bacheca"
Basta una scorsa alla bacheca delle idee pubblicata sul sito del Comune, per vedere le molte possibili integrazioni con altre proposte già presentate:
- teatro all'aperto ipotizzato nel cortile interno
- atelier/incubatori per nuova imprenditoria giovanile
- luogo della memoria e delle iniziative sul tema del lavoro e della sua storia recente
- centro di arte contemporanea e giovanile
Tutte queste proposte possono essere sinergiche con un centro di documentazione e servizi per le associazioni culturali
Ancora sulla "sostenibilità"
I costi di realizzazione di questo centro non dovrebbero essere molto rilevanti (ad eccezione, forse, delle sale prove, che dovrebbero essere realizzate in modo tecnologicamente e professionalmente qualificato).
Occorre però che l'Ente locale destini stabilmente risorse significative alla gestione del centro. Anche in questo caso non si tratta di inventarsi un nuovo servizio, ma di sviluppare ciò che già ora l'Assessorato alla Cultura mette a disposizione della Consulta e delle Associazioni: però, serve un salto di qualità e di risorse. Crediamo che, in sede di avvio, sia opportuno l'impiego di una persona qualificata per almeno ¾ del tempo di lavoro (meglio sarebbe a tempo pieno), coadiuvata da uno o due volontari del Servizio civile, a seconda della mole di iniziative che si andranno a realizzare (oltre al "front office", per esempio l'archiviazione-digitalizzazione di materiali pregressi o la gestione quotidiana di una sorta di osservatorio delle iniziative culturali, o il supporto per la richiesta di finanziamenti destinati alla rete associativa, ecc.).
Crediamo che questa bozza di proposta abbia sufficienti caratteristiche di flessibilità da renderla realizzabile, per tappe, all'interno del progetto "Fonderie" .